Latin Lover

The five daughters of a famous actor, all from different mothers and different nationalities, get together on the 10th anniversary of his death for a celebration of his career.

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Reviews

  • ★★★½ review by David J. Fowlie on Letterboxd

    2015’s “Latin Lover” may revolve around the celebration of Saverio Crispo (a fictional Italian silver screen icon and womanizer, played by Francesco Scianna) on the 10th anniversary of his death, but the true celebration is the bouquet of wonderful actresses the film, from Italian director/co-writer, Cristina Comencini, showcases.

    This is the kind of movie that allows viewers a chance to discover new talent. Audiences may have seen some of these Spanish and Italian actresses in other, more familiar films, from the likes of Pedro Almodovar and Comencini’s previous films, but seeing them altogether is a real treat. The wonderful cast play ex-wives, mothers and daughters of the late Saverio, some get along while others are resentful for the time and attention the others had with the actor. The reunion brings emotions, insecurities and newfound truths to the surface, while a historian, a reporter and a stunt double circle around the collection of women, eventually revealing what they all had in common with this one particular man. Combining beautiful cinematography with nostalgic clips from Saverio’s past films (again, all fictional). The fantastic cast includes: Marisa Paredes, Angela Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi, Pihla Vitali, Nadea Miranda, Candela Peña, Jordi Mollà, Lluís Homar, Claudio Gioè, Neri Marcorè and, in her final film, Virna Lisi.

  • ★★★★ review by cris ogando on Letterboxd

    Muchas mujeres, italia, españa, francia, cine italiano de la época dorada, batiburrillo fantástico.

  • ★★★★½ review by emileese on Letterboxd

    Few films capture the complexity and drama in Italian families. This is one of them and it's delightful

  • ★★★★ review by Francesco Torto on Letterboxd

    Comencini fa il suo piccolo capolavoro, il suo piccolo Nuovo Cinema Paradiso. Piccolo, però. Perché al contrario del capolavoro di Tornatore questo non è un racconto di formazione, ovvero la storia epica di un singolo protagonista, ma un episodio corale, ossia un cast epico per una storia circoscritta, paradossalmente più intimista.

    Protagoniste sono quattro sorellastre, riunite dalla matrigna (interpretazione finale e definitiva di una magnifica Virna Lisi) per commemorare il loro uomo comune, padre e marito, latin lover, divo dell'età dorata del cinema italiano, Saverio Crispo (interpretazione sorprendente, in flashback, di un magnifico Francesco Scianna).

    Brave e divertenti, ma senza mai sforare nella macchietta (e ciò è bene o male? Non l'ho ancora capito), le quattro sorelle capitanate dall'irresistibile e infallibile Angela Finocchiaro.

    Dialoghi dalla affascinante impostazione teatrale, tanti e profondi, sull'amore, l'amore filiale, il cinema. Gli omaggi alla storia del cinema italiano e le parodie del cinema europeo e internazionale scandiscono il film, ma forse non sono nelle corde di Cristina Comencini: sono troppi e poco efficaci; forse Comencini ha ceduto a un inopportuno complesso di inferiorità nei confronti sia della memorabile scena dei baci tagliati di Nuovo Cinema Paradiso sia della carica comica di certe parodie per cui TV e web ci hanno ormai svezzati.

    Da amante del cinema e amante (oddio, diciamo "ammiratore") delle donne, io ho avuto il sorriso stampato in faccia dall'inizio alla fine. Altri però potrebbero faticare a sorridere o anche solo a apprezzare.

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